Bitcoin Halving: Cos’è, Come Funziona, a Cosa Serve e quando sarà il Prossimo

Il Bitcoin è una criptovaluta che non viene emessa dalla Banca Centrale di uno Stato ma attraverso un’operazione conosciuta come mining. Il creatore della moneta virtuale, Satoshi Nakamoto, ha stabilito varie regole in modo da preservare intatta la valuta e tra queste c’è in particolare la previsione dell’halving, un procedimento che dimezzare ogni quattro anni le ricompense ai minatori o miners. Se vuoi avere maggiori informazione su cos’è l’halving, come funziona e a cosa serve continua a leggere questa guida.

Cos’è l’halving

I bitcoin funzionano attraverso un codice creato diversi anni fa. La ricompensa per chi risolve questi complessi problemi matematici è ricevere bitcoin appena coniati. Questo causerebbe l’aumento spropositato della Bitcoin e un’inflazione che poi finirebbe con l’erodere il valore della moneta. 

Ogni 4 anni, secondo le regole stabilite da Nakamoto, avviene il dimezzamento o halving del Bitcoin per evitare proprio questo problema. Finora, a partire dalla creazione della Bitcoin nel 2008 sono avvenuti soltanto 2 halving, il primo nel 2012 e il secondo nel 2016. Nel 2016 la ricompensa è passata da 25 a 12,5 Bitcoin e nel 2020 arriverà ad un valore di 6,25 BTC. 

Come funziona

L’halving delle ricompense ai miners estrattori della Bitcoin avviene quindi ogni 4 anni, anche se sarebbe più corretto parlare di blocchi. Tra un halving e l’altro devono intercorrere sostanzialmente 210mila blocchi.Il 20 maggio 2020, data del prossimo halving delle Bitcoin, il numero totale di blocchi sarà di 630mila blocchi. Attualmente ci troviamo a 577mila blocchi per cui mancano ancora 53mila blocchi. Quando il sistema raggiungere il numero di 630mila blocchi in automatico verrà dimezzato il tasso di estrazione della Bitcoin.

In questo modo la moneta virtuale mantiene una maggiore trasparenza a livello di politica monetaria e per portare il mercato ad aumentare la domanda per un bene come la criptomoneta che in questo momento scarseggia o, quantomeno, è più scarso rispetto a prima. L’halving è un fenomeno prevedibile e, anzi, previsto. Questo significa che i suoi effetti sul mercato della criptovaluta BTC potrebbero anche rivelarsi complessi da prevedere perché le variabili in gioco sono tante.

A cosa serve l’halving?

La ragione dell’esistenza di una procedura come l’halving è che la Bitcoin non è tanto simile alla moneta emessa da uno Stato, come l’Euro nell’Unione Europea Monetario o il Dollaro Americano negli Stati Uniti, quanto all’oro.
I governi statali decidono quanta moneta stampare e anche causare l’inflazione mentre l’oro esiste soltanto in quantità limitate e il suo valore è legato proprio a queste. 

La stessa logica dell’oro si applica anche alla Bitcoin, ovvero più contenuta sarà la loro offerta più aumenterà il loro valore. Anche se a prima vista l’halving potrebbe sembrare uno svantaggio, la verità è che è fondamentale per ridurre l’inflazione della moneta virtuale e aiutare poi a innalzare il prezzo risollevandone le sorti.

Quando sarà il prossimo halving?

A maggio 2020 le ricompense ai miners saranno nuovamente dimezzate grazie all’attuazione del processo di mining. Le volte precedenti, la prima nel 2012 e la seconda nel 2016, hanno conosciuto un vero e proprio boom. Nel 2013 e nel 2017, gli anni subito dopo il primo e il secondo halving, la cripto valuta Bitcoin ha raggiunto i massimi storici. Le previsioni degli analisti della moneta virtuale sono le stesse anche stavolta e si pensa che si creerà una vera e propria bolla.

L’attuale premio di 12,5 BTC a seguito dell’halving arriverà a 6,25 BTC. Ma cosa accadrà una volta superato il terzo halving della Bitcoin? Gli analisti hanno affermato che se oggi sono coniati 1800 BTC al giorno, dopo l’halving saranno estratti solo 900 BTC al giorno. Una società di gestione patrimoniale specializzata nelle criptovalute, Greyscale, ha specificato che uno dei momenti migliori per investire nella moneta virtuale è quello dell’halving. Ovviamente però devi sempre tenere in conto che, come in ogni investimento, c’è un certo margine di rischio.

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