A 35 giorni dallo sbarco al Nasdaq, Bending Spoons chiude la prima acquisizione da società quotata rilevando Airtable per un enterprise value di 1,285 miliardi di dollari (equity value di circa 2,25 miliardi). Per chi ha un’attività e usa – o valuta di usare – strumenti no-code per gestire dati e flussi di lavoro, non è una notizia da archiviare: cambia la proprietà di una piattaforma da 480 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui (+20%), con oltre 500.000 organizzazioni clienti e l’80% delle aziende Fortune 100 già a bordo.
Una piattaforma no-code con un nuovo proprietario che ha liquidità e visione di lungo periodo
Airtable è lo strumento che permette di creare applicazioni e database senza scrivere codice, unendo la familiarità di un foglio di calcolo alla potenza di un database relazionale. Con l’acquisizione, la piattaforma finisce nel portafoglio di una tech company italiana che ha appena raccolto 1,7 miliardi di dollari dall’IPO e che, a marzo 2026, serviva già 500 milioni di utenti attivi mensili e 9 milioni di clienti paganti.
L’operazione è interamente in denaro, approvata all’unanimità dai board, e dovrebbe chiudersi entro fine anno. Fino ad allora Airtable e Bending Spoons continueranno a operare in modo indipendente. Il ceo Luca Ferrari ha dichiarato: «Vogliamo investire in Airtable sul lungo periodo e puntare tutto sul suo punto di forza: riunire team e flussi di lavoro in un unico spazio flessibile».
Che cosa significa per chi ha una partita IVA
Per il professionista o la microimpresa che già usa Airtable per gestire progetti, CRM o operazioni, il passaggio di proprietà non comporta cambiamenti immediati nei contratti o nei prezzi. La piattaforma resta operativa e indipendente fino al closing e, stando alle dichiarazioni ufficiali, la strategia è di continuità e potenziamento, non di ristrutturazione.

Chi si affaccia per la prima volta al no-code può leggere nell’operazione un segnale di solidità: Airtable entra in un gruppo quotato, con risorse fresche e un modello di crescita che ha già assorbito marchi come Evernote, WeTransfer, Vimeo e, nel 2026, AOL ed Eventbrite. Howie Liu, co-fondatore e ceo di Airtable, ha parlato esplicitamente di costruire «la piattaforma AI-native del futuro» grazie alla partnership con Bending Spoons: integrazioni con l’intelligenza artificiale sono quindi parte della roadmap.
Quanto ha pagato Bending Spoons e perché conta per la stabilità del fornitore
Il prezzo pagato – 1,285 miliardi di enterprise value a fronte di 480 milioni di ARR – equivale a un multiplo di circa 2,7 volte il fatturato ricorrente annuo. È una valutazione contenuta per una società software con crescita a doppia cifra e una base clienti che include l’80% delle Fortune 100. Il dato suggerisce che Bending Spoons non ha sovraccaricato l’operazione di debito e potrà finanziare lo sviluppo senza pressioni finanziarie eccessive: un elemento che riduce il rischio di tagli o dismissioni improvvise per gli utenti business.
L’accordo è stato seguito da advisor come Goldman Sachs, J.P. Morgan e Willkie Farr & Gallagher per Bending Spoons, e Latham & Watkins e Axom Partners per Airtable – un dettaglio che, per chi valuta la solidità di una controparte tecnologica, segnala un’operazione strutturata con i principali intermediari globali.
La vera partita per la partita IVA si giocherà nei prossimi 12-18 mesi: se il potenziamento dell’AI si tradurrà in automazioni utili per chi fa marketing, vendite o sviluppo prodotto senza un team tecnico, l’acquisizione potrebbe alzare il valore della piattaforma senza stravolgerne costi e logica d’uso.
Fonti
- Monetaweb.it
- Bending Spoons rileva Airtable per 1,3 mld $
- Bending Spoons compra Airtable. Gli advisor in campo
- Forbes.it
- Repubblica.it
- Ilsole24ore.com
- Milanofinanza.it
- Borse.it



