Banche accusate di Truffa e Frode sulla Vendita dei Diamanti, tutti i Dettagli

Lo scorso ottobre è scoppiato uno scandalo mediatico per una truffa ai danni di coloro che hanno investito sui diamanti. 4 banche e 2 società attive nella vendita della pietra sono state indagate e, in seguito sanzionate, per aver convinto i clienti ad acquistare un’ingente somma di diamanti dichiarandoli come investimenti sicuri e non informandoli sulla difficoltà della rivendita del bene. Le banche multate sono Intesa San Paolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banco BMP. Le società multate sono IDB e DPI ma al momento antitrust sta effettuando indagini anche sulla società Diamond Love Bond.

Cos’è successo? Le società e le banche hanno effettuato un accordo per convincere i clienti, facendo uso di pubblicità ingannevole, a investire sul prezioso bene che è stato venduto a un prezzo doppio rispetto a quello di mercato. Secondo i listini internazionali un diamante pagato 10000 euro tramite banche ha un valore effettivo di 3000-4000 euro.

Come si investe sui diamanti? Investire sui diamanti consiste nell’acquistare il bene per poi rivenderlo a un valore superiore. Questa tipologia di investimento richiede conoscenza della pietra, sia per quanto riguarda la qualità che per quanto riguarda i prezzi. Per quanto riguarda la qualità bisogna conoscere le 4 + 1 caratteristiche principali. Le prime quattro sono colore, taglio, purezza e peso. La quinta caratteristica è la rarità della tipologia, infatti, come ogni altro bene, più sarà raro più avrà valore. Ma questo investimento comporta dei rischi.

Innanzitutto è necessaria una notevole formazione per riconoscere il valore di tutte le tipologie. Bisogna poi essere informati sui prezzi di mercato ed è fondamentale sapere che la rivendita di questo bene è molto difficile. La lunga lista di truffati (si stimano circa 100000 casi) comprende soprattutto anziani e inesperti che hanno visto in questo investimento un modo facile per arricchirsi ma non hanno ponderato adeguatamente i pro e i contro.

Le conseguenze della campagna mediatica

Questo scandalo ha fatto calare il mercato relativo ai diamanti in maniera vertiginosa. Secondo la società attiva nella vendita del bene IDB, il polverone non è stato seguito da indagini adeguate e questo ha reso gli investitori e i consumatori molto confusi. Come fare allora per ripristinare il mercato? Sempre secondo IDB è necessario che le banche risarciscano interamente gli investitori vittime di frode in modo tale da ricreare un clima di fiducia.

Intesa San Paolo ha seguito il consiglio e ha rimborsato, in un primo momento solo gli acquirenti più battaglieri e in seguito tutti coloro che hanno presentato un ricorso. In un secondo momento anche Unicredit ha seguito la scia di Intesa San Paolo risarcendo completamente tutti i clienti mentre banco BMP si è limitato a un rimborso del 20%. IDB ha interrotto momentaneamente le vendite e ha pensato di creare un insieme di norme per regolare il mercato del diamante ed evitare di commettere gli stessi errori.

Gli ultimi giorni

I buoni propositi non danno a IDB la remissione dai peccati passati, infatti continuano a piovere denunce. La società, negli ultimi giorni, è tornata al centro dello scandalo insieme, questa volta, ad alcune banche di Lucca. Tra gli svariati casi quello che ha fatto più scalpore ha visto come protagonista un imprenditore di Castelnuovo Garfagnana che, tra il 2014 e il 2016, fidandosi ciecamente dei consigli dei funzionari e del direttore della filiale, ha investito 350.000 euro in diamanti. Quando l’investitore ha scoperto il reale prezzo delle pietre ha denunciato immediatamente l’istituto di credito ottenendo anche un risarcimento parziale.

Cosa devi fare se sei stato vittima di truffa?

In questi casi è possibile richiedere indietro a IDB e BPI le pietre, eventualmente lasciate in deposito, per difendere al meglio i propri interessi. Successivamente è necessario effettuare un reclamo formale seguito da un’opportuna azione legale.

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