Il 1° luglio è scattato il nuovo anno di competenza dell’Assegno Unico Universale, con soglie ISEE e importi rivalutati dell’1,4% sulla base della circolare INPS n. 61 del 26 maggio 2026. Per un titolare di partita IVA, la vera differenza non sta solo nei pochi euro di adeguamento, ma nella finestra di pagamento che si apre questo mese e nella perdita secca degli arretrati per chi non ha ancora trasmesso la DSU aggiornata entro la scadenza del 30 giugno 2026. Conoscere le date esatte e i nuovi scaglioni significa decidere quando aspettare la liquidità e come pianificare il prossimo ISEE.
Quanto vale l’assegno con le nuove soglie ISEE
La rivalutazione annuale ha ritoccato verso l’alto tutte le fasce reddituali e gli importi di base. Chi presenta un ISEE fino a 17.090,61 euro riceve l’importo pieno di 204,4 euro al mese per figlio minorenne. La cifra si riduce progressivamente tra 17.090,62 e 25.000 euro, fino a toccare il minimo di 58,5 euro per chi supera i 25.000 euro o non presenta un ISEE valido.
Per i professionisti con reddito fluttuante, il dato chiave è lo spostamento della soglia massima: se l’anno scorso un ISEE di 16.900 euro restava appena sotto la prima fascia, quest’anno — considerando l’incremento da circa 16.854 a 17.090,61 euro — potrebbe rientrare nell’importo pieno senza aver aumentato il reddito. Il ricalcolo è automatico per chi ha già la DSU valida.
Le maggiorazioni confermate e rivalutate sono tre:
- 95 euro mensili dal terzo figlio in poi
- 120 euro mensili per ogni figlio con disabilità grave riconosciuta
- +50% dell’importo base nei primi tre anni di vita del bambino, quando entrambi i genitori risultano occupati
| Fascia ISEE | Importo mensile per figlio minorenne |
|---|---|
| Fino a 17.090,61 € | 204,4 € |
| 17.090,62 – 25.000 € | da 204,4 € a circa 130 € (decresce progressivamente) |
| Oltre 25.000 € o ISEE mancante | 58,5 € |
Calendario dei pagamenti: due finestre, due strategie di cassa
Luglio 2026 divide i beneficiari in due gruppi:

- 20-21 luglio: accredito ordinario per chi non ha subito variazioni nella composizione familiare o nell’ISEE
- Ultima settimana del mese: pagamento per chi ha presentato una nuova domanda, ha aggiornato l’ISEE in corso d’anno o ha modificato il nucleo familiare
Per un’impresa individuale o una micro-società che gestisce la liquidità familiare e aziendale sullo stesso conto, sapere se l’assegno arriva il 20 o il 28 cambia la programmazione di fine mese. L’unico canale ufficiale per verificare la data esatta è il fascicolo previdenziale INPS, accessibile con SPID o CIE.
La trappola degli arretrati: chi ha ignorato la DSU ora perde tutto
Il 30 giugno era il termine ultimo per presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica con l’ISEE aggiornato e conservare il diritto al conguaglio degli arretrati da marzo a giugno 2026. Chi non l’ha fatto riceverà comunque l’assegno, ma le mensilità già liquidate al minimo (58,5 euro) non saranno più recuperate. Per un nucleo con due figli e ISEE basso, la perdita può superare agevolmente i mille euro.
I titolari di partita IVA — spesso concentrati su scadenze fiscali ravvicinate (versamenti, dichiarazioni, F24) — sono tra i soggetti che rischiano di più di dimenticare questo adempimento, soprattutto quando la DSU è gestita in autonomia senza il supporto di un CAF o di un patronato.
Tre controlli operativi per blindare l’accredito
- Verifica dell’IBAN: l’accredito arriva solo su conto bancario o postale intestato al richiedente. Carte ricaricabili estere o app non convenzionate bloccano l’erogazione.
- Comunicazione delle variazioni: nascite, cambi di conto, modifiche nella composizione del nucleo vanno notificate subito all’INPS. Ogni ritardo produce pagamenti sbagliati o sospesi.
- Monitoraggio sul fascicolo previdenziale: eventuali anomalie sono visibili lì prima ancora che scatti l’accredito. Contestare in ritardo significa perdere la mensilità.
Il sistema premia chi aggiorna i dati e penalizza chi trascura la burocrazia: con la nuova annualità, una DSU tardiva produce effetti solo dal mese successivo, senza alcun recupero della differenza per i mesi già andati.
Perché l’adeguamento dell’1,4% è un’opportunità per le famiglie con ISEE al confine
La vera novità di luglio non è l’aumento secco degli importi — contenuto — ma l’allargamento delle soglie. Un professionista con reddito stabile e ISEE che l’anno scorso sfiorava i 17mila euro oggi può ricevere l’importo pieno senza aver modificato nulla. L’effetto è automatico e silenzioso: per accorgersene, basta consultare il cedolino nel fascicolo INPS dopo l’accredito. Chi invece ha rimandato la DSU oltre il 30 giugno ha già cristallizzato una perdita secca, che nessuna rivalutazione potrà coprire.






