Assegno Circolare Postale: a cosa Serve, come Funziona, Richiederlo e Compilarlo

Il concetto di assegno circolare è ben noto, a chi si è rivolto anche solo poche volte, ad una banca. E’ entrato, nel corso del tempo, tra le forme di pagamento, per transazioni commerciali ed economiche, più conosciute, anche se non con una diffusione predominante. Ma, abbiamo parlato di ‘banca’. E sì, perché tradizionalmente l’assegno circolare è sempre stato immaginato come un prodotto prettamente di sua pertinenza. Forse non tutti sanno che, da qualche tempo, è entrato di pieno diritto anche fra i prodotti postali!

Ma in cosa consiste, precisamente? L’assegno circolare postale è, alla stessa stregua di quello bancario, un mezzo di pagamento tramite il quale un soggetto creditore richiede ad un altro soggetto, società o persona fisica (chiamato debitore), il pagamento di una certa somma di denaro; la somma corrispondente al debito deve corrispondere a quella indicata, appunto, nell’assegno.

Perché scegliere un assegno circolare postale?

La domanda che ci si pone, dunque, è: perché orientarsi verso l’utilizzo di questa nuova forma di pagamento, esistendo già un titolo simile e, per di più, di tipo bancario? Per propria natura, già l’assegno circolare risponde ad una esigenza molto pratica: poter far fronte ad una spesa importante senza portare con sé contanti. Ma, nello specifico, la principale caratteristica di tale metodologia di pagamento risiede nel suo stesso nome: postale. Ossia, è Poste italiane che provvede all’emissione. E questo ne consolida la diffusione grazie alla fiducia dei risparmiatori di cui tale ente gode.

Poste italiane è, praticamente, ovunque e diffusissimo sull’intero territorio nazionale. Questo fa sì che chiunque possa beneficiarne. Anche la figura del pensionato che, tradizionalmente, non instaura facilmente rapporti di fiducia con le banche, in tal modo potrà decidere di utilizzare l’assegno circolare, sapendo che è emesso da un ente nel quale nutre piena fiducia. E se volessimo utilizzarlo per effettuare uno dei nostri pagamenti? Chiarito chi è l’ente di emissione, procediamo col capire come entrarne in possesso, per effettuare un pagamento, e debitamente riempirlo in ogni sua parte.

Se si è già correntisti presso Poste italiane, questo ci fornirà automaticamente di un blocchetto personale di assegni circolari che potremo già sottoscrivere e utilizzare, poiché in tal caso, il nostro conto corrente postale diventa ‘garante’ del nostro pagamento con assegno. Diversamente, se non si è correntisti, niente paura, poiché basterà recarsi presso qualsiasi ufficio postale, presentando la propria carta di identità in corso di validità e con la somma che dovrà essere versata, a fronte del rilascio dell’assegno circolare stesso.

Importi e Limiti dell’Assegno

E l’importo dell’assegno? E’ soggetto a limiti? Qualora l’importo dell’assegno sia inferiore a mille euro, lo si potrà anche trasferire, ma essendo un caso specifico (normalmente gli assegni circolari postali risultano essere non trasferibili) dovremo ricordare di richiedere appositamente un assegno circolare postale non recante la dicitura limitante. Il rilascio da parte di Poste italiane, di assegni circolari senza l’indicazione ‘non trasferibile’, ha un costo pari a un euro e cinquanta.

Una piccola digressione circa la caratteristica di ‘non trasferibilità’: tale clausola è obbligatoria per importi pari o superiori ai mille euro; questo, in base ad una legge del duemilauno che regola le norme di antiriciclaggio di denaro. Ora, immaginiamo di aver versato la somma e di aver ricevuto, quindi, il nostro assegno circolare postale. Procediamo, ora, con il compilarne ogni singola parte.

L’assegno, essendo un prestampato a cura di Poste italiane, recherà automaticamente la definizione di ‘assegno postale’ e l’indicazione dell’obbligo del pagamento ‘a vista’, oltre a vari spazi da riempire a cura di chi emette l’assegno. Qundi, il luogo e la data di emissione, e l’importo scritto sia in cifre che in lettere: nel caso di lettere, ricordiamo che la scrittura corretta è dei decimali di euro riportati dopo la barra; ad esempio, se l’importo del nostro pagamento è pari a tremilaquattrocento euro e novanta centesimi, nell’assegno riporteremo: tremilaquattrocento/90.

Ovviamente, il nostro assegno, dovendo andare ad un creditore ben specifico, denominato più precisamente ‘beneficiario‘, dovrà riportare tale nome, in modo che sia certa la destinazione. Infine, noi che dovremo pagare la cifra, e siamo denominati ‘traente’, dovremo apporre la nostra firma in calce allo stesso, per certificarne l’emissione. Gli assegni circolari postali sono una ottima soluzione per far fronte in maniera semplice, immediata e senza richiesta di prerequisiti: nella realtà, è come pagare con del denaro contante ma senza l’incombenza e la preoccupazione di portarlo con sé, e con un ente, che funge da tramite nel rilascio ed accettazione di tale titolo, quale Poste italiane.

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