L'INPS ha sbloccato il pagamento diretto dell'ammortizzatore unico per le aziende colpite dal Ciclone Harry. Con il messaggio n. 2200 del 1° luglio 2026, l'Istituto ha definito le regole per trasmettere i flussi Uniemens-Cig (UNI41) e ottenere la liquidazione della prestazione. Per i titolari d'impresa con sedi in Calabria, Sardegna e Sicilia, il passaggio dai moduli di domanda al flusso telematico è il momento in cui la misura di sostegno si trasforma in denaro contante: sbagliare la compilazione significa ritardare l'accredito o vedersi respinta la richiesta.
La prestazione copre fino a 90 giornate di sospensione per chiusura aziendale e fino a 15 giornate per i dipendenti residenti o domiciliati nei comuni colpiti impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro. Il periodo indennizzabile è compreso tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. Il massimale mensile erogabile è di 1.340,56 euro netti, ottenuto applicando la riduzione del 5,84% (prevista dall'art. 26 della legge n. 41/1986) sull'importo lordo di 1.423,69 euro.
Come funziona il pagamento diretto con i flussi UNI41
Il pagamento diretto passa attraverso la trasmissione dei flussi Uniemens-Cig (UNI41) secondo le modalità ordinarie già note ai datori di lavoro non agricoli. La novità cruciale per le imprese è che non si applicano i termini decadenziali previsti dall'art. 7, comma 3, del D.Lgs. n. 148/2015: la norma istitutiva dell'ammortizzatore unico non li richiama, quindi non c'è il rischio di perdere il diritto al rimborso per ritardi nell'invio.
L'INPS raccomanda comunque di trasmettere i flussi entro la fine del secondo mese successivo al periodo indennizzato o, se la comunicazione di autorizzazione arriva dopo, entro 60 giorni da quella data. Per un'impresa che ha sospeso l'attività a febbraio 2026, la scadenza operativa suggerita cade a fine aprile 2026; se l'autorizzazione INPS viene notificata solo a luglio, il termine slitta a 60 giorni dalla notifica.
Il flusso è unico per ogni mensilità: se nello stesso mese coesistono più autorizzazioni (per esempio parte dei dipendenti in chiusura aziendale e parte impossibilitati a recarsi al lavoro), il flusso UNI41 deve contenere tutte le giornate da indennizzare e i relativi ticket.
I tre vincoli che l'azienda deve rispettare nella compilazione
Il messaggio INPS fissa alcune regole operative che hanno un impatto diretto sulla gestione amministrativa dell'impresa.
Primo vincolo: le ore, non le giornate. L'ammortizzatore unico è riconosciuto in giornate, ma nel flusso UNI41 vanno indicate le ore di sospensione per ciascuna giornata valorizzata con l'evento «ISU». Per ottenere l'indennizzo dell'intera giornata lavorativa, le ore esposte devono corrispondere all'orario giornaliero contrattuale pieno del lavoratore.
Secondo vincolo: il caso del part-time orizzontale. Per i dipendenti con orario ridotto, la congruità delle ore dichiarate viene verificata in proporzione alla percentuale di impiego. Fuori da questa ipotesi, il sistema considera non congrue le denunce in cui l'orario di sospensione giornaliero indicato non corrisponde all'orario contrattuale settimanale del lavoratore. Un errore qui blocca la liquidazione.

Terzo vincolo: il tetto massimo complessivo. Il limite di 90 giornate per lavoratore non può essere superato neppure cumulando più domande con causali diverse o presentate da datori di lavoro differenti. Se un dipendente ha già beneficiato di 70 giornate presso un'altra azienda nel periodo gennaio-aprile 2026, al nuovo datore di lavoro restano disponibili al massimo 20 giornate residue.
Incompatibilità: cosa verificare prima di inviare il flusso
La prestazione è incompatibile con qualsiasi altro trattamento di integrazione salariale: cassa integrazione ordinaria e straordinaria, assegno di integrazione salariale del D.Lgs. n. 148/2015, fondi bilaterali, indennità ex art. 8 della legge n. 457/1972 e trattamenti ex art. 21, comma 4, della legge n. 223/1991.
Per l'azienda, questo significa un obbligo di verifica preventiva: se è stata già presentata una domanda per un altro ammortizzatore non ancora autorizzato, occorre chiederne l'annullamento alla sede INPS competente prima di richiedere l'ammortizzatore unico. Senza questo passaggio, la nuova domanda viene respinta.
Il nodo della contribuzione figurativa
Alla prestazione economica si aggiunge l'accredito della contribuzione figurativa secondo i criteri dell'art. 6 del D.Lgs. n. 148/2015. Per il titolare d'impresa, questo ha una conseguenza contabile indiretta ma rilevante: la contribuzione figurativa copre i periodi di sospensione ai fini pensionistici del dipendente senza costi aggiuntivi per l'azienda, riducendo l'impatto della crisi sul lungo periodo.
Il lavoratore deve risultare in forza al 18 gennaio 2026 o, poiché quella data era festiva, al più tardi al 19 gennaio 2026, e per tutto il periodo indennizzato. Questo requisito si applica anche ai lavoratori somministrati e distaccati impiegati in sedi ubicate nei territori colpiti, anche se dipendenti di aziende con sede legale altrove.
Per le imprese agricole: il canale separato CISOA Web
I datori di lavoro agricoli seguono un percorso diverso: la domanda si presenta dall'applicativo CISOA Web, con istanze separate per operai a tempo indeterminato e determinato (OTI e OTD) e per dirigenti, quadri e impiegati. Le causali variano in base alla posizione contrattuale del lavoratore e al tipo di impossibilità a recarsi al lavoro, con una documentazione che richiede allegati specifici per ogni fattispecie (provvedimenti amministrativi connessi all'evento, interruzione delle vie di comunicazione, inagibilità dell'abitazione, condizioni di salute di familiari conviventi, e così via).
Per i codici 21 (residenti) e 22 (domiciliati), il datore di lavoro deve indicare la motivazione puntuale dell'impossibilità del lavoratore, scegliendo tra le opzioni elencate dalla norma. Un errore nella causale o nell'allegato produce il rigetto della domanda e costringe a ripartire da capo.
Il passaggio dalla domanda al flusso UNI41 è il vero banco di prova dell'ammortizzatore unico: le imprese che hanno già ottenuto l'autorizzazione devono ora convertire le giornate riconosciute in ore da esporre nel flusso, rispettando la corrispondenza con l'orario contrattuale pieno e verificando la capienza residua di ogni lavoratore. Il margine di errore è stretto, ma l'assenza di termini decadenziali concede un cuscinetto operativo che altri ammortizzatori non offrono.



