La nomina di Tewolde Gebremariam alla guida di Air India chiude una fase di stallo e apre un cantiere di ristrutturazione che tocca direttamente chi fa affari con l’India. La compagnia ha appena archiviato l’anno fiscale 2025-2026 con una perdita record di oltre 2 miliardi di dollari, quasi il doppio dei 1,13 miliardi persi l’anno precedente. Per il titolare di partita IVA che importa componentistica da Pune o esporta macchinari a Mumbai, il cambio al vertice non è una notizia di galateo aziendale: è il segnale che la connettività con il subcontinente sta per affrontare scossoni su prezzi, frequenze e affidabilità.
Perdite record e rinvio degli ordini: quale impatto sui fornitori
La strategia di contenimento dei costi passa anche dal tentativo di posticipare la consegna di centinaia di jet sui più di 500 già ordinati ad Airbus e Boeing, come riportato da Reuters a giugno 2026. Per le imprese italiane che operano nella componentistica aerospaziale o nell’indotto della manutenzione, il congelamento delle commesse è un campanello d’allarme. Air India ha completato il retrofit delle cabine dei suoi 27 Airbus A320neo ereditati dalla gestione statale, ma l’ammodernamento della flotta a fusoliera larga procede a rilento per carenza di sedili e forniture. I subappaltatori che avevano programmato volumi crescenti sull’onda del maxi-ordine del 2023 dovranno ricalibrare i piani di produzione: la fase di “esecuzione ed espansione” evocata dal presidente di Tata Sons, N. Chandrasekaran, rischia di tradursi in una stretta sulle nuove acquisizioni più che in uno sprint.

Rotte più lunghe e instabilità geopolitica: l’effetto sui costi di trasporto
Dall’aprile 2025 il divieto del Pakistan all’uso del proprio spazio aereo da parte dei vettori indiani, unito alla guerra in Medio Oriente, ha obbligato Air India a rotte più lunghe, cancellazioni e tagli sui servizi internazionali. Tradotto per un esportatore veneto o un importatore lombardo: tempi di volo dilatati, stiva merci meno capiente e tariffe cargo sotto pressione. L’interruzione ha già permesso ai concorrenti stranieri di espandere la propria quota di mercato. Chi oggi dipende da collegamenti diretti con Delhi o Mumbai deve mettere in conto una finestra di instabilità operativa che durerà almeno fino a quando il nuovo amministratore delegato non avrà ridisegnato la rete. E il rapporto annuale della compagnia avverte che il rilancio potrebbe richiedere fino a un decennio.
Perché l’arrivo di Gebremariam può fare la differenza per l’affidabilità
L’ex capo di Ethiopian Airlines non è un manager qualunque. In oltre dieci anni ha quadruplicato il fatturato e quasi triplicato la flotta del vettore africano, attraversando due crisi estreme: lo schianto del Boeing 737 MAX nel 2019 e la pandemia da COVID-19 senza ricorrere ad aiuti governativi. L’analista indipendente John Strickland lo definisce “più preparato di qualsiasi altro candidato teorico per questo ruolo”. Per un imprenditore, la rilevanza pratica è immediata: un CEO con quella esperienza sa che i tagli vanno fatti senza intaccare la manutenzione e la puntualità, due leve decisive per chi spedisce merce deperibile o componenti just-in-time. Gebremariam ha costruito ad Addis Abeba un hub MRO di livello mondiale e ha mostrato di saper gestire contesti operativi complessi esattamente come quello che trova a Delhi.
Considerando che la perdita è aumentata del 77% in un solo esercizio (da 1,13 a oltre 2 miliardi), il nuovo vertice avrà mani libere per rinegoziare contratti con lessor, fornitori e slot aeroportuali. Chi fa business con l’India farebbe bene a monitorare i primi 100 giorni di Gebremariam: è lì che si capirà se la cura sarà shock o graduale, con effetti immediati su tariffe e capacità di carico.
Fonti
- Le sfide del nuovo CEO di Air India
- Tradingview.com
- Tewolde Gebremariam nominato nuovo CEO di Air India
- Air India nomina Tewolde Gebremariam Amministratore Delegato
- Marketscreener.com
- Air India: nuove sfide finanziarie e di sicurezza



