Aggiotaggio Bancario: in cosa Consiste, Oene e casi famosi italiani di Aggiotaggio

L’aggiotaggio bancario è un reato, punito penalmente e civilmente dalla legislazione italiana, che consiste nel diffondere false notizie ed informazioni al fine di travisare e confondere i mercati sul prezzo delle merci. In sostanza è un reato che si concretizza nel rialzo ribasso fraudolento del prezzo delle merci. Gli scambi commerciali, sin dalle epoche antiche, hanno sempre evidenziato come fosse importante, da parte dei potenziali acquirenti, conoscere preventivamente il costo delle merce, onde effettuare una contrattazione trasparente. L’aggiotaggio bancario pertanto, con la diffusione dei principali prodotti finanziari, seppur rudimentali, ha avuto una introduzione remota, sanzionato in maniera severa.

Le pene base previste per tale reato sono: reclusione sino a 3 anni e sanzione accessoria pari ad euro 516 a 25.822. Le pene base vengono raddoppiate se il reato viene commesso dal cittadino italiano con l’intento di favorire interessi stranieri o se dal fatto deriva un progressivo deprezzamento della valuta di Stato o dei titoli pubblici italiani.

I famosi casi italiani di aggiotaggio

L’Italia si è vista protagonista di diversi casi che hanno evidenziato, oltre la fraudolenza del gesto commesso, comunque deprecabile, anche l’astuzia nel mettere in piedi una struttura criminale tale da essere individuata solo dopo qualche tempo. Nella maggioranza dei casi, il disegno criminoso viene individuato in seguito, quando già il vantaggio economico è stato conseguito ma, come evidenziato anche dagli esperti, seguire il percorso del denaro permette di raggiungere la verità dei fatti.

Il caso Ricucci

Tra i casi più clamorosi di aggiotaggio vi è certamente il caso Ricucci. Stefano Ricucci, immobiliarista romano è stato condannato per tale reato, ossia per avere messo in piedi due operazioni bancarie attraverso due società schermo, entrambe riconducibili a lui, che hanno acquistato le azioni del gruppo editoriale RCS, con l’aiuto di un finanziamento proveniente da banche americane. Con l’acquisto delle azioni le due società hanno poi dichiarato un prezzo di mercato superiore rispetto a quello reale, in maniera di fare aumentare le quotazioni del gruppo.

Il caso Banca Popolare di Vicenza

Recente caso di aggiotaggio è quello che vede coinvolta la Banca Popolare di Vicenza, ed in particolare il presidente, Gianni Zonin e l’amministratore delegato Samuele Sorato. La falsa attestazione del valore delle azioni del gruppo non solo ha contribuito a penalizzare il mercato, che ha dunque evidenziato un andamento non corrispondente a verità, ma, soprattutto, ha penalizzato i piccoli risparmiatori. L’acquisto da parte dei clienti e correntisti dell’istituto di azioni e altri prodotti finanziari, ad un prezzo molto più alto rispetto a quello reale, ha comportato delle perdite ingenti in quanto per molti si trattava dei risparmi di una vita che vanno letteralmente in fumo.

Con il rinvio a giudizio di tutto il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza e l’approssimarsi dell’udienza di dibattimento, metterà in luce ulteriori responsabilità e reati connessi con quello principale di aggiotaggio bancario.

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