Agenzia Entrate, uffici aperti fino alle 18: cosa cambia per le imprese

Dal 15 settembre 2026 l'Agenzia delle Entrate apre al pomeriggio 160 uffici su tutto il territorio: due aperture a settimana, una in presenza e una da remoto, con sportelli fino alle 18 nelle sedi più grandi. Per chi ha una partita IVA la novità non è l'orario in sé, ma cosa ci si potrà fare dentro: i pomeriggi sono riservati alle pratiche che un'impresa non può rimandare, dalle cartelle di pagamento alle comunicazioni di compliance. Il problema è che il piano parte mentre i sindacati aprono una vertenza.

Il piano: due pomeriggi a settimana in 160 uffici

Il progetto entrerà nel vivo per tutti i 160 uffici interessati il 15 settembre, dopo le anticipazioni di Roma e Potenza (dal 1° settembre) e di Napoli (dal 19 maggio). Sono previste due aperture pomeridiane a settimana: una in presenza per i servizi fiscali, una da remoto via videoconferenza o telefono, valida anche per i servizi catastali. Negli uffici di maggiori dimensioni gli sportelli possono restare aperti fino alle 18, entro il limite di otto ore giornaliere, grazie alla flessibilità in ingresso. L'impianto nasce dalla direttiva firmata il 9 luglio 2026.

Qui si può fare un primo calcolo derivato: moltiplicando i 160 uffici per le due aperture settimanali si arrivano a circa 320 finestre pomeridiane a settimana. Poiché il piano distingue una apertura in presenza e una da remoto, la metà di queste occasioni — circa 160 — è in presenza, mentre l'altra metà resta a distanza.

Cartelle, controlli formali e rimborsi: le pratiche che passano dal pomeriggio

Le direzioni regionali e provinciali hanno concentrato l'assistenza pomeridiana sui servizi che richiedono un'interlocuzione più articolata con l'utenza. In concreto: comunicazioni di irregolarità, cartelle di pagamento, controlli formali, accertamenti parziali automatizzati, comunicazioni di compliance e rimborsi di imposte dirette. Per il titolare d'impresa è un cambio di logica: si tratta delle pratiche in cui conta il confronto, non il modulo. La finestra pomeridiana serve a gestire la controversia quando è ancora aperta, non a sostituirsi ai termini di legge.

Ufficio amministrativo moderno con luce pomeridiana e orologio alle 18, simbolo dell'estensione oraria dell'Agenzia Entrate
Agenzia Entrate apre i pomeriggi per facilitare le pratiche urgenti delle imprese.

Organici ridotti e stato di agitazione: il rischio per chi ha una scadenza

Il tavolo tra Agenzia e sindacati convocato il 9 settembre si è chiuso con un nulla di fatto: l'Agenzia rivendica il tema come di competenza esclusivamente datoriale. Le sigle (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Confsal Unsa, Flp) hanno scritto una lettera congiunta al viceministro Maurizio Leo, contestando l'unilateralità dell'iniziativa. Confintesa Fp ha proclamato lo stato di agitazione e chiesto al Ministero del Lavoro la conciliazione, domandando la sospensione della Direttiva 4/2026.

«Alle direzioni regionali viene affidata la pianificazione delle attività propedeutiche, ma cosa succede dopo?», chiede Mariacristina Montone, coordinatrice nazionale Entrate di Confintesa Fp. Il nodo è il personale: i sindacati parlano di organici ridotti all'osso. Per un'impresa con una scadenza, la vertenza non è una questione separata: se la capacità operativa degli uffici è la variabile criticata, la programmazione dei pomeriggi diventa essa stessa un fattore di rischio nella gestione delle pratiche.

La raccomandata non ritirata non ferma i termini

Qui l'incrocio con la seconda fonte diventa decisivo per un'impresa. La Cassazione, con l'ordinanza n. 17945/2026, ha ribadito che quando la procedura è rispettata opera la notifica per compiuta giacenza: decorsi dieci giorni di giacenza, l'atto si considera notificato a tutti gli effetti, anche se il plico non viene mai aperto. Il meccanismo poggia sulla presunzione di conoscenza dell'art. 1335 c.c. e sulla sfera di conoscibilità dell'art. 1334 c.c.: se l'avviso di accertamento non viene impugnato nei termini, diventa definitivo.

Il calcolo derivato è il seguente: dieci giorni sono una settimana e tre giorni. Con due aperture pomeridiane a settimana, il periodo copre circa tre finestre complessive. Se si tiene conto che una delle due è da remoto, le occasioni in presenza in quei dieci giorni possono essere una o due, a seconda di come cadono i giorni. Il margine che un'impresa crede di guadagnare ignorando la raccomandata è più corto della frequenza con cui gli sportelli offrono assistenza.

Il confronto tra le due fonti è netto: la prima descrive un'amministrazione che apre 160 uffici per avvicinare l'assistenza su cartelle, controlli e compliance; la seconda ricorda che l'atto fiscale può perfezionarsi per compiuta giacenza senza che il destinatario ritiri il plico. Non c'è contraddizione, ma divergenza di piani: l'apertura pomeridiana aumenta le occasioni di interlocuzione, non allunga i termini legali. Per il titolare di partita IVA la vera scadenza non è l'orario dell'ufficio, ma il giorno in cui il plico scade in giacenza.

Fonti

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