Dal 1° settembre 2025 le regole previdenziali tra Italia e Moldova hanno voltato pagina. Per un’azienda italiana con partita IVA che manda personale a Chisinau – o che accoglie qui lavoratori moldavi – la posta in gioco è un distacco regolare oppure il rischio di vedersi contestare la legislazione applicabile e versare contributi nel Paese sbagliato. La circolare INAIL n. 34 del 10 luglio 2026 traduce l’Accordo firmato a Roma il 31 ottobre 2024 e l’Intesa amministrativa del 21 luglio 2025 in istruzioni operative, sostituendo integralmente il vecchio Accordo del 2021 e la relativa circolare n. 9/2024.
L’aspetto centrale per l’impresa è la gestione del distacco: i nuovi modelli standardizzati, la durata massima di 48 mesi (24 + 24 di proroga) e l’obbligo di richiedere il certificato prima dell’inizio dell’attività. E non mancano gli adempimenti per infortuni, accertamenti sanitari e recupero di prestazioni indebite.
Distacco lavoratori: certificati, durata e richiesta preventiva
Il lavoratore inviato dall’Italia in Moldova, o viceversa, resta assoggettato alla legislazione del Paese di provenienza per un periodo massimo di 24 mesi, prorogabile di ulteriori 24 mesi su richiesta. Il totale può arrivare a 48 mesi, un arco temporale che copre commesse di medio-lungo termine e che deve essere pianificato con attenzione: superato il tetto, scatta l’obbligo contributivo nello Stato in cui si svolge l’attività, con costi spesso superiori e un quadro sanzionatorio che può complicare i rapporti con le autorità locali.
L’impresa deve ottenere il certificato di distacco prima che il lavoratore inizi l’attività all’estero. L’INAIL rilascia due modelli standardizzati:
- IT/MD DISTACCO AWOD 101 – per il distacco iniziale
- IT/MD PROROGA DISTACCO AWOD 102 – per il rinnovo oltre i primi 24 mesi
Copia del certificato va trasmessa all’Organismo di collegamento moldavo (CNAS). La modulistica è allegata alla circolare e rappresenta una semplificazione rispetto al passato, ma impone a chi aveva già lavoratori distaccati sotto il vecchio Accordo di verificare se la documentazione in corso è ancora allineata al nuovo quadro amministrativo, entrato in vigore più di un anno fa.
Notifica infortuni e malattie professionali: obblighi per il datore di lavoro
Ogni infortunio con esito mortale o invalidante permanente va notificato tra le istituzioni dei due Paesi tramite il modulo IT/MD NOTIFICA INFORTUNIO 180, seguito dalla notifica della decisione con il modulo 182. Per i titolari d’impresa che operano in settori ad alta incidentalità, la procedura non è un adempimento burocratico qualunque: una notifica tardiva o omessa può ostacolare il riconoscimento della prestazione e generare contestazioni.

Per le malattie professionali, l’Accordo stabilisce che la competenza è dello Stato dell’ultima lavorazione a rischio. L’INAIL paga direttamente il beneficiario ovunque risieda, con bonifico sul conto indicato nella domanda. L’esportabilità delle rendite in denaro è piena e senza limiti territoriali: un aspetto che può rendere più agevole per l’azienda gestire la mobilità di lavoratori moldavi, sapendo che un eventuale rientro in patria non farà scattare blocchi o trattenute sulla prestazione INAIL.
Accertamenti sanitari e recupero indebiti: le procedure transfrontaliere
Quando l’INAIL dispone accertamenti sanitari su un lavoratore che risiede in Moldova, l’istituzione moldava li esegue su richiesta e a carico dell’istituzione richiedente. Il rimborso avviene tramite il formulario IT/MD RIMBORSO SPESE MEDICHE 173. Per l’impresa non ci sono costi diretti, ma il meccanismo di rendicontazione potrebbe ritardare la definizione del caso: è bene tenerne conto nella gestione delle pratiche di contenzioso amministrativo.
Sul fronte delle prestazioni indebite, l’istituzione che ha erogato somme non dovute può chiedere la trattenuta sugli arretrati o sui pagamenti correnti dovuti dall’altra istituzione, usando i formulari R01, R02 e R03. Anche se il recupero non passa per il datore di lavoro, un eventuale indebito legato a un infortunio potrebbe innescare verifiche incrociate sui periodi assicurativi dichiarati dall’azienda.
Ricorsi amministrativi: dove e quando presentarli
Un punto operativo da non sottovalutare: il ricorso contro una decisione INAIL o dell’istituzione moldava è valido anche se presentato, entro i termini, presso l’istituzione competente dell’altro Stato. Fa fede la data di presentazione allo sportello estero, che è tenuto a trasmettere il ricorso senza indugio. Per l’impresa che assiste il lavoratore o che è direttamente interessata (ad esempio in caso di disconoscimento di un infortunio), questa regola offre una finestra di tutela in più e riduce il rischio di decadenza per errori di instradamento.
Pianificare 48 mesi senza sforare: il nodo dei costi
Il doppio periodo di 24 mesi – fino a un massimo di 48 – può dare un falso senso di elasticità. In realtà ogni proroga va richiesta e approvata prima della scadenza del periodo in corso. Se l’azienda lascia scadere il distacco senza rinnovo e il lavoratore continua a operare in Moldova, l’attività rischia di essere riqualificata come esercizio diretto nel Paese ospitante, con il conseguente obbligo di iscrizione alla previdenza locale. I contributi versati in Italia potrebbero essere disconosciuti, e il costo aggiuntivo per regolarizzare la posizione (con interessi e sanzioni locali) può superare il risparmio che si pensava di ottenere allungando il distacco senza formalità.
La standardizzazione dei modelli AWOD semplifica il lavoro degli uffici paghe e dei consulenti, ma sposta la responsabilità sul controllo delle scadenze. Un’impresa con più lavoratori distaccati dovrebbe agganciare il monitoraggio delle date di inizio e fine distacco a un alert interno, per non trovarsi scoperta proprio nei mesi in cui la commessa è ancora in corso. L’entrata in vigore dell’Accordo risale ormai a quasi un anno fa: chi non ha ancora allineato le procedure rischia di operare con istruzioni superate già senza copertura normativa.



