Hedge Fund: cosa sono? Pro e contro

Tradotto in italiano fondo speculativo, ma forse più noto col termine anglosassone hedge fund, questa peculiare tipologia di fondi comuni di investimento (ad alto rischio) si distingue sia per l’emancipazione da buona parte delle norme che regolano gli altri fondi comuni di investimento che per le strategie miranti al guadagno assoluto, ossia indipendente dal benchmark e quindi dal rialzo/ribasso del mercato finanziario.

Hedge fund, cosa sono?

La definizione hedge fund racchiude in sé una realtà complessa ed eterogenea, che spiega la parziale discordanza nella descrizione del termine in cui ci si può imbattere. Al di là delle differenze però le caratteristiche comuni dei fondi speculativi sono: l’elevato ammontare del capitale investito, il numero ristretto dei sottoscrittori (rimosso in Italia), l’alto rischio, la diversificazione delle operazioni (per ammortizzare il fattore precedente), particolarmente rilevante nei Fondi di Fondi, l’assoggettamento a una normativa meno vincolante di quella che regola gli altri OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio), al quale consegue una ben maggiore disinvoltura nell’utilizzo di determinati strumenti finanziari, e l’affrancamento dei risultati dall’andamento dei mercati.
Infine, vale la pena accennare a un ulteriore fattore caratteristico: il gestore di un hedge fund, che ne è anche un investitore, viene remunerato sulla base dei risultati raggiunti. Il dato non è secondario: l’abilità nelle gestione, per la struttura stessa di un hedge fund, è ancora più rilevante che negli altri OICR.

Gli strumenti finanziari più usati nei fondi speculativi

Di hedge fund ce ne sono molti, diversi fra loro anche per l’orientamento verso il tipo di strategia utilizzata:

  1. Long/Short Equity: si tratta di una combinazione calibrata di investimenti basati sulla compravendita. I titoli da acquistare sono quelli ritenuti sottovalutati e per i quali è previsto un andamento positivo nel futuro, mentre i secondi sono quelli per i quali viene ipotizzato un ribasso, e che quindi vengono venduti a breve, prima che accada;
  2. Event Driven: sotto questa definizione rientra una categoria di strategie che si basano sull’analisi predittiva di particolari eventi (fusioni societarie, fallimenti, ristrutturazioni, ricapitalizzazioni, etc) e delle conseguenze sul valore della società coinvolta;
  3. Global Macro: a molti ricordano il Quantum di Soros, hedge fund in grado di influenzare l’economia di intere nazioni (è successo anche con l’Italia). Partendo da un’accurata analisi macroeconomica, il gestore tenta di prevedere i trend del mercato sul breve periodo, operando poi con strumenti quali la leva finanziaria, o leverage, che consiste in un indebitamento dal tenore particolarmente elevato (fino a 1000 volte rispetto al patrimonio netto) per effettuare investimenti ritenuti redditizi. Da tenere presente che gli hedge fund Global Macro, per quanto potenzialmente redditizi, sono molto rischiosi e di norma meno trasparenti degli altri;
  4. Managed Future: simile ai Global Macro, ma meno influenzata dall’abilità del gestore, questa strategia opera in particolare a livello di options e future, ossia strumenti finanziari derivati, e si distingue per la più elevata liquidità che offre agli investitori.

Pro e contro degli hedge fund

I fondi speculativi possono offrire ottimi rendimenti, e nonostante il rischio sono caratterizzati in media da una volatilità contenuta (ossia è difficile perdere somme ingenti del capitale investito). È anche previsto il rimborso anticipato del capitale, pur nel rispetto delle clausole specificate dal singolo hedge fund.

D’altro canto, si tratta comunque di capitale a rischio, e l’investimento richiesto di norma è sostanzioso. Infine occorre prestare attenzione ai lock-up che in alcuni casi possono procrastinare il rimborso anticipato anche di un anno. Il fallimento di un hedge fund è raro, ma non impossibile.

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